Rome on the Screen nasce dalla collaborazione fra il Trinity College Rome Campus, la Fondazione Roma Tre Teatro Palladium e il DAMS dell’Università Roma Tre, con il contributo della Cineteca di Bologna e di Cinecittà-Luce. La rassegna si articola in cinque serate e tre workshop dedicati al rapporto fra il cinema e la città “caput mundi”: un percorso in cui Roma torna protagonista attraverso film di natura diversa, alcuni notissimi, altri ritrovati e ripresentati in versione restaurata, così che il pubblico possa riconoscere monumenti, quartieri e scorci di paesaggio urbano nelle immagini del muto, nelle pellicole hollywoodiane e nelle riletture dei grandi maestri. Il discorso sulla città incrocia gli omaggi a Fellini e a Pasolini e la ricorrenza pirandelliana cui Paolo Taviani aveva appena dedicato il suo film in concorso a Berlino. Ogni serata è introdotta da docenti e critici cinematografici; la prima, dedicata al cinema muto, si avvale della sonorizzazione dal vivo della Roma Tre Jazz Band. Con questa rassegna il Palladium riapre il sipario dopo la lunga sospensione delle attività.
Data: 2 – 30 marzo 2022
Stagione: 2021/2022 – Infiniti mondi
Organizzazione: Fondazione Roma Tre Teatro Palladium, Università degli Studi Roma Tre – DAMS, Trinity College Rome Campus, con il contributo della Cineteca di Bologna e di Cinecittà-Luce
Curatela: Vito Zagarrio
Relatori: Luca Aversano, Stephen Marth, Vito Zagarrio, Valerio Coladonato, Giacomo Manzoli, Silvia Carandini, Anna Maria Andreoli, Roberto Perpignani, Stefania Parigi, Guy Borlée
Sonorizzazione dal vivo: Roma Tre Jazz Band
Singoli eventi:
• 2 marzo 2022 – Roma nel cinema muto: Il capriccio del miliardario (1914, 45′), Le fontane di Roma (1907, 4′), A travers les ruines de la Rome antique (1911, 4′)
• 9 marzo 2022 – Fellini e Roma: Lo sceicco bianco (Federico Fellini, 1952, 86′)
• 16 marzo 2022 – Hollywood sul Tevere: Roman Holiday / Vacanze romane (William Wyler, 1953, 119′)
• 23 marzo 2022 – Tu ridi (Paolo e Vittorio Taviani, 1998)
• 30 marzo 2022 – Accattone (Pier Paolo Pasolini, 1961)







