Film muto italiano del 1926.
Per impedirle di sposarsi, Beatrice Cenci viene segregata dal padre, il conte Francesco Cenci, un uomo violento e dissoluto, a Petrella Salto in un piccolo castello denominato La Rocca. Con la complicità del castellano Olimpio Calvetti, divenuto suo amante, Beatrice si vuole vendicare di quella forzata prigionia ma soprattutto per tutte le angherie e le insidie del padre che in gioventù fu costretta a subire. Con l’aiuto della matrigna Lucrezia e dei propri fratelli Giacomo e Bernardo, induce Olimpio ad uccidere il padre nel sonno, facendolo poi precipitare da un balcone, perché si creda ad una disgrazia. Scoperti e processati, i colpevoli si difendono affermando che Francesco era stato ucciso per aver stuprato la figlia Beatrice, nel frattempo divenuta madre. Ma Papa Clemente VIII, inesorabilmente, infligge condanne terribili: lo squartamento per Giacomo, la decapitazione per Beatrice e Lucrezia, l’ergastolo per il giovane Bernardo.
La proiezione, come in uso all’epoca, era seguita da uno spettacolo teatrale (di solito riconducibile al genere “avanspettacolo”, comprendente varietà, rivista ecc.).
La scheda riporta soltanto i crediti del film, non essendo disponibili al momento informazioni di dettaglio sullo spettacolo della compagnia Nando Cecchi.
Data: 17 gennaio 1933
Regia: Baldassarre Negroni
Interpreti: Maria Jacobini, Raimondo Van Riel, Franz Sala







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