Descrizione
Il Teatro Palladium
Il Teatro Palladium è stato realizzato tra il 1927 e il 1930 su progetto di Innocenzo Sabbatini, per ospitare un cinema-teatro (allora denominato “Cinema-Teatro Garbatella”) e una serie di residenze distribuite su sei piani, nell’ambito della pianificazione urbanistica del quartiere destinato alla costruzione di case popolari. L’innovativa costruzione intendeva mettere in relazione l’edificio e il territorio urbano circostante, mediante il richiamo a impianti classicheggianti e a riferimenti strutturali compositivi delle soluzioni adottate nell’antica Roma, prendendo principalmente ad esempio le testimonianze architettoniche ancora oggi visibili in Ostia Antica. L’impianto prospettico e architettonico dell’intero complesso fu progettato e composto con allusione diretta a uno spazio teatrale classico, frutto di antichi dettami rivisitati e corretti in chiave moderna, sfruttando le possibilità offerte dal gioco dei volumi e dall’assetto urbanistico del quartiere.
Nel corso degli anni, oltre che come teatro e come cinema, il Palladium è stato utilizzato anche come tempio romano della musica dal vivo, come locale per feste notturne, come sala cinematografica per adulti. Nell’estate del 2000, dopo aver ospitato nomi importanti della musica rock, pop, black, il teatro chiuse per inquinamento acustico nei confronti dei condomini del palazzo sovrastante. Da quel momento, per circa due anni la struttura cadde nell’oblìo, e rischiò di essere trasformata in una Sala Bingo. L’Università Roma Tre ha salvato il teatro da questo triste destino, acquistando l’edificio e curandone la ristrutturazione, completata nel 2003. La proprietà del teatro è ancora oggi dell’Università Roma Tre, che ne ha affidato la gestione, tramite un contratto di comodato d’uso, alla Fondazione Roma Tre Teatro Palladium. Istituita dall’ateneo nel 2016 con l’intento di valorizzare le attività dello storico teatro di Garbatella, la Fondazione ha assunto fin da subito la responsabilità di tenere insieme le esigenze di una programmazione artistica di alto livello con la necessità di promuovere la formazione dei giovani e la ricerca scientifica nel campo della musica e dello spettacolo, senza dimenticare il coinvolgimento della comunità accademica, della città e del territorio.
Un archivio per la ricerca e per la comunità
Il progetto dell’Archivio Digitale del Teatro Palladium, curato dal prof. Luca Aversano e promosso dal Dipartimento di Filosofia, Comunicazione e Spettacolo dell’Università Roma Tre in collaborazione con la Fondazione Roma Tre Teatro Palladium e con la Biblioteca delle Arti sezione ‘Lino Miccichè’ nell’ambito delle attività scientifiche sostenute dalla Fondazione Changes, nasce con l’obiettivo di conservare, valorizzare e rendere disponibili per la ricerca le memorie degli spettacoli e degli eventi del teatro. Accanto ai materiali relativi alle iniziative più recenti, da quando l’Università Roma Tre ha assunto la diretta gestione del Palladium (febbraio 2014), l’archivio include fonti più antiche reperite tramite un’apposita ricerca documentaria sull’attività del teatro dagli anni Trenta alla fine del Novecento.
Nell’idea di superare le prassi centrate sulla materialità del documento e di aprire la strada a nuove modalità di accesso, fruizione e condivisione, l’archivio considera anche le testimonianze orali degli abitanti di Garbatella, in modo da restituire il racconto vivo della storia del teatro nel rapporto con il quartiere. Parallelamente, nel coinvolgere nella ricerca e nel caricamento dei materiali diversi studenti e studentesse dell’Università Roma Tre, l’archivio diventa uno strumento di formazione e di educazione, capace di rafforzare i legami tra un luogo culturale e la comunità che lo vive.
Il progetto si inserisce inoltre, in quanto parte delle attività della Fondazione Changes, anche nell’ambito dei progetti diretti alla tutela del patrimonio culturale. Il Teatro Palladium, costruito tra il 1927 e il 1930 su progetto di Innocenzo Sabbatini, è infatti non soltanto un luogo di spettacolo, ma anche un bene di dichiarato interesse storico-culturale: in esso il profilo immateriale delle attività culturali “dal vivo” si sposa con la natura di bene culturale materiale propria dell’edificio in cui tali attività si svolgono: il processo di valorizzazione del bene culturale tangibile non può fare a meno di considerare le esperienze artistiche e umane che hanno fatto vivere il teatro dalla sua fondazione a oggi.
